CHI SONO GLI EVANGELICI?
La loro origine
Gli evangelici non sono un nuovo
movimento, ma affondano le loro radici nella storia più antica.
Qualcuno penserà che si tratta di protestanti, ma pochi sanno a che cosa alludesse
questo termine quando fu utilizzato per la prima volta. Il termine deve la sua
origine alla dichiarazione che 14 città e 5 stati regionali fecero a Spira
dinanzi al Parlamento imperiale tedesco:
"Dichiariamo solennemente dinanzi a Dio nostro unico creatore, redentore,
salvatore, il quale un giorno ci chiamerà in giudizio, e davanti a tutti gli
uomini, che non siamo in alcun modo disposti ad accettare un' imposizione
contraria a Dio, alla Sua Parola, alla nostra coscienza e alla salvezza delle
nostre anime...".
Ora, poiché dichiarare solennemente si diceva protestari, questo epiteto servì
a definire quelli della protesta, quelli che volevano porre a fondamento della
loro salvezza solo la Parola di Dio, quelli che esprimevano il desiderio di un
ritorno all' evangelo, alla sua purezza e alla sua sufficienza.
Gli evangelici sono gli eredi di questa volontà.
Essere evangelici.
Evangelico proviene dal termine evangelo che significa buona
notizia, la buona notizia di Gesù Cristo. In effetti noi crediamo di doverci
riferire al Vangelo ed alla Bibbia come alla somma ed ultima autorità per la
nostra fede e condotta.
Essa é assolutamente centrale.
La centralità della Parola significa prima di tutto che la Bibbia é il mezzo
particolare attraverso il quale Dio comunica la Sua verità all' uomo. Senza di
essa ci sarebbe molta incertezza, ma per mezzo suo vi può essere la luce e la
certezza. Poiché Dio ha rivolto all' uomo il Suo messaggio, quest' ultimo può
sperare, essere liberato e salvato. In questo senso essere evangelici significa
essere coerenti con l' affermazione di Dio come Signore, come Colui che ha
parlato nella Sua Parola e che attraverso di essa può liberare l' uomo da tutte
le sue illusioni rivolgendogli una parola certa per la sua salvezza.
Se la Bibbia é il mezzo attraverso il quale Dio comunica la
Sua verità all' uomo, allora ogni uomo ha la libertà di accostarsi ad essa
senza che altri lo condizionino. Il potere e la chiarezza della Parola di Dio é
tale da non avere bisogno d' altro sostegno che la propria forza. Per questo si
parla anche di sacerdozio universale dei credenti. Nel senso che ciascun uomo,
il più potente come il più umile, il più ricco come il più povero sono posti,
nel loro rapporto con Dio, su di uno stesso piano. E se tutti sono liberi di
accostarsi alla Parola di Dio, tutti sono sacerdoti. Non c' é più bisogno di
mediatori tra Dio e gli uomini. Le chiese evangeliche non si riuniscono intorno
a degli uomini che pure possono avere dei doni particolari, ma sono riunite
dalla e attorno alla Parola di Dio.
Agli evangelici sembra inoltre che in riferimento al termine
cristiani ci siano troppi luoghi comuni. Con il termine cristiani si deve
intendere coloro i quali, come dice la Bibbia, seguono Gesù e si convertono a
Lui (Atti 11.26), coloro che credono che quell' oscuro falegname della Galilea,
Gesù di Nazaret, sia il solo Signore. Cristiani sono coloro che sono fermamente
convinti dalla Parola di Dio, che al di fuori di Gesù e del Suo sacrificio
sulla croce non sia possibile essere salvati "perché non c' é sotto al
cielo alcun altro nome per il quale si abbia ad essere salvati" (Atti
4.12). Gesù é per noi il solo Mediatore tra Dio e gli uomini (1Tim.2.5), perciò
non ce ne può essere nessun altro.
Luoghi comuni sugli evangelici.
Il comune atteggiamento degli italiani sulle radici storiche e
sull' identità degli evangelici sembra essere caratterizzato da una complessiva
ignoranza in materia. Questa situazione viene determinata da una continua e
cosciente disinformazione che, mantenendo vivi antichi pregiudizi, finisce per
dare un' immagine deformata del movimento evangelico. Così gli evangelici
vengono accomunati a tutti quei movimenti religiosi e settari del mondo
contemporaneo: dai Testimoni di Geova ai Mormoni, ai bambini di Dio, fino ad arrivare
a quei fenomeni di cieco settarismo che trovano fin troppo spazio sui
mass-media del nostro paese.
Basterebbe conoscere un poco la solida struttura biblica degli evangelici, così
estranea ad avventure irrazionali e spiritualistiche, per capire quanto questi
fenomeni siano inconciliabili con la storia e con i principi che li
caratterizzano. Ma di tutto questo si parla poco e male.
Altro frutto della disinformazione continua ad essere l'
accusa di avere infranto l' unità del cristianesimo. Quasi nessuno sembra
capire che i Riformatori protestarono contro il degrado della Chiesa di Roma
non per distruggerla, ma per riformarla e portarla ai principi originali dell'
Evangelo. Pochi realizzano l' utilità e la provvidenza di una protesta che ha
costretto il Cattolicesimo Romano a rimettersi in discussione e trarre
conseguenze riformatrici almeno sul piano dei costumi se non proprio su quello
della dottrina.
Se divisione ci fu, essa venne determinata in gran parte dall' intransigente
posizione cattolica che impedì, attraverso la dirompente azione restauratrice
del Concilio di Trento, un qualsiasi dialogo in vista di una possibile
riconciliazione.
Un' altro classico esempio di pregiudizio é rappresentato
dalla famosa frase: "gli evangelici non credono alla madonna". Non si
capisce bene cosa si voglia veramente asserire con questa affermazione.
Tuttavia, per fare un po' di chiarezza, sarà utile sottolineare che gli
evangelici accettano incondizionatamente tutto ciò che la Scrittura dice di
Maria a cominciare dalla concezione miracolosa e dalla nascita verginale di
Cristo, ma che evitano altresì accuratamente di prestare fede a tutte le
leggende ed i dogmi che si sono aggiunti nel tempo: questi hanno deformato
completamente la bella figura di Maria così sobriamente descritta nelle pagine
dei Vangeli.
Divergenze con Roma
Al di là di apparenti divergenze superficiali c' é, di fatto,
un elemento radicale che é stato colto bene dallo storico Rosario Villari
quando valutò come la Riforma nascesse con Lutero e non con voci di opposizione
polemiche alzate da altri prima di lui. Egli scrisse che "Lutero non si
era limitato a riprendere i vecchi motivi della critica contro gli abusi
ecclesiastici, ma dal terreno moralistico aveva decisamente spostato la
polemica su quello della dottrina, dei principi". Lutero fondò la sua
radicale opposizione sul principio della Sola Scriptura. Egli insistette che in
tutto e per tutto la Scrittura dovesse avere la precedenza e che perfino i
Concili e le decretali papali fossero subordinate ad essa.
E proprio questo principio della supremazia della Scrittura che dai tempi dei
primi riformatori fino ad oggi costituisce l' elemento divergente di fondo tra
cattolici ed evangelici.
Più ancora che sulla dottrina della transustanziazione, della
messa, dell' immacolata concezione di Maria, delle preghiere ai santi, ecc.,
un' altra importante divergenza riguarda la mediazione della grazia: per l'
evangelico essa lo é solo per la fede personale in Cristo, colui che
"diede se stesso come prezzo di riscatto per tutti" (1Tim.2.5).